Ok, oggi è il giorno dove intervengo nei thread vecchi dove mi ero ripromesso di farlo. Ho avuto un periodaccio, e mi scuso per il ritardo.
@MauSabot nel cercare di evitare terminologie specifiche hai creato molta più confusione di quanta fosse necessaria. Le linee guida dicono che ciascuno può esprimersi come vuole, ma è anche responsabile di farsi capire. Nel dire “orientato alla narrazione”, e “creazione di storia” stai dicendo un assolutamente nulla, non so cosa significano queste frasi, non lo sa nessuno qui, e men che meno lo sa chi dice di sapere cosa significano. In tutti i GDR esiste la narrazione e in tutti i GDR si crea una storia come sottoprodotto del giocare.
Più in generale, vedo fondamentalmente un problema nella tua risposta a questo thread. Ed è lo stesso motivo per cui critico l’uso di @Paul_T di “storygame”.
Ci sono due filoni che vedo al corrente che si riconoscono in quanto detto nel messaggio di apertura.
- Quelli che vogliono giocare nel presente, con ruoli chiari, e fare semplicemente scelte forti su delle questioni vicine al loro personaggi, che ci informino su chi siano veramente.
- Quelli che vogliono fare le sessioni di scrittura a quattro mani dove “collaboriamo per avere una bella storia”. Di solito chiamato in Italia “ce la raccontiamo”.
Queste due cose sono strettamente incompatibili.
Io non riesco a individuare da quello che hai scritto quale delle due tu stia facendo. Però sì, se fossi un giocatore abituato a prendere delle scelte che hanno vere conseguenze e mi proponessi le sessioni di scrittura collaborativa, anche io dichiarerei che ho una “riduzione del divertimento”, dato che fondamentalmente sono venuto qua a giocare per davvero e non a far finta di giocare mentre ce la raccontiamo. Non è una questione di gusti.