[Mothership 1E] Non serve fare il teatrino

Mi fa piacere questa discussione perché mi dà l’occasione di scrivere di un’esperienza recente, alla quale non mi sembrava indicato dedicare un post intero.

Alla fine dell’anno scorso ho provato a rigiocare, con un gruppo diverso, la “pazza” three-shot di D&D 5 al livello 15 di cui vi avevo raccontato. Avevo apportato diverse correzioni al modulo e avevo voglia di testarle.

Abbiamo giocato online. Non conoscevo i 3 giocatori, che avevo reclutato attraverso gruppi Telegram. Ci siamo sentiti in chat per i preparativi, ma sporadicamente.

Alla prima sessione, hanno rotto il ghiaccio parlando in modo molto appassionato delle “build” dei loro PG, attuali e passati, e di varie opzioni del regolamento.
Uno di loro aveva chiesto di usare materiale non ufficiale e aveva messo insieme un PG stranissimo, una specie di ombra volante con un sacco di poteri.
Iniziamo a giocare, e da subito “fanno le vocine” (come si suol dire) e interpretano in modo molto “caricato”, imbastendo scenette tra loro eccetera.

Cerco di non avere pregiudizi, ma messe insieme tutte queste cose confesso che in quel momento ho vacillato, temendo che sarebbe stata una giocata da dimenticare.

Con mia sorpresa, invece, non è andata così. Dopo poche interazioni con il mondo di gioco hanno iniziato a prendere decisioni molto impattanti, facendo buona strategia, e assumendosi anche dei bei rischi.
Hanno approcciato un paio di incontri (soprattutto uno) in maniera creativa. Hanno scoperto il “dilemma morale” nascosto nello scenario, l’hanno preso sul serio e hanno escogitato una bella soluzione che non mi aspettavo.
Tutto questo era sempre condito da quella loro maniera un po’ “istrionica” di interpretare, ma a postieriori posso dire che non ha interferito con la loro capacità di ingaggiare il gioco.
Hanno finito l’avventura in due sole sessioni anziché le tre che avevo previsto: per una giocata online direi che è un record.

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