Martedì scorso ho giocato come Arbitro e facilitatore a Into the Odd usando come scenario Oddpool. Ho giocato con la mia compagna e i suoi colleghi, che avevano poca o nessuna esperienza con i GDR, se non per uno di loro che giocava a D&D 5e. Questo è un dettaglio importante perché mi ha creato un “pregiudizio”.
Sessione in breve
Ogni Personaggio ha un enorme debito con un industriale molto ricco e potente di Bastion, il che li ha costretti a cercare di che ripagarlo nella città abbandonata di Oddpool. Esplorando le strade e ricevendo strane premonizioni oniriche, hanno deciso di avvicinarsi ad un’arena che si è rivelata esser piena di cadaveri. Alcuni costrutti ad orologeria li raccoglievano per portarli via, e nel tentativo di seguirli I PG hanno dato via ad una sparatoria che ha portato ad un quasi TPK, sventato solo dal fatto che hanno capito come aggirare la semplice programmazione degli automi.
Incuriositi, hanno seguito i costrutti nelle strade di Oddpool, trovandosi a combattere con un disgustoso verme, della strana erba che hanno raccolto senza conoscere il reale effetto ma basandosi solo su un’intuizione di uno di loro, e dovendo prendere decisioni su che strada percorrere quando le scelte iniziavano a diventare numerose.
Difficoltà esterne
La sessione ha sofferto di una distrazione importante che ha impedito a me di arbitrare in completa serenità e alla mia compagna di giocare: mio figlio piccolo ha avuto una crisi di pianto per via della dentizione. Nonostante ciò, siamo riusciti a giocare un certo numero di luoghi, almeno con il resto del gruppo, per esplorare un po’ la città e invogliarli a continuare.
Il Personaggio della mia compagna è stato quindi utilizzato come “Retainer” per la maggiorparte del tempo.
Riduzione della mappa
Ho dovuto fare una riduzione in pointcrawl della mappa originale presa da un miglio quadrato della reale Liverpool perché:
- Il materiale già pronto sullo striminzito manualettino di Oddpool era davvero minimo, e non era assolutamente sufficiente per rendere interessante una mappa così densa di strade e stradine.
- Avevo poco tempo per preparare materiale aggiuntivo e riempire la città
a sinistra la mia riduzione della mappa, a destra l’originale
Per il poco che abbiamo esplorato ( Partenza > strada > Nodo 1 > Strada > Strada > Nodo 7 ) la riduzione ha funzionato nell’ottica di semplificare, strutturare e dare il giusto numero di situazioni interessanti senza perdere l’elemento caotico degli incontri occasionali.
La sorpresa dei giocatori
Come dicevo nell’introduzione, vedendo le esperienze di gioco dei partecipanti mi ero creato dei pregiudizi, che però sono stati assolutamente smentiti durante il gioco concreto:
Il Giocatore che ha giocato solo a 5e ha voluto (per scelta sua, nonostante avessi specificato che non fosse necessario) fare la vocina del suo personaggio, ispirato visivamente ad una piratessa di League of Legends. Durante la sessione riusciva ad essere nel qui e ora fittizio, divertendosi in modo escapista ma senza mai andare oltre le premesse stabilite dalla fiction. Seppur avesse approcciato il combattimento in modo molto azzardato e frontale, questa scelta era perfettamente in linea con quelle che erano le premesse del suo personaggio scavezzaccollo e frivolo.
Un’altra sorpresa invece è stato il giocatore che aveva solo giocato da tavolo. Ho notato che lui invece rimuginava troppo su quello che gli dicevo, andondo oltre a quelle che erano le premesse stabilite in quel momento e iniziando a ipotizzare delle “cose da fare perché ci ha detto questo”. Ad esempio:
Io: (Tiro del Fato a favore dei PG) Per fortuna, trovate un accesso all’arena ben nascosto, che facilmente vi porta ai piani superiori
passa del tempo: arrivano al piano superiore e vedono i cadaveri e gli automi che non si accorgono di loro. Stanno decidendo un piano d’azione
G: Allora, l’Arbitro ha fatto un Tiro del Fato a nostro favore, quindi se gli andiamo incontro sicuramente abbiamo ancora il vantaggio che ci ha promesso.
Qui ho dovuto speigargli come ho utilizzato il Tiro del Fato e il contesto in cui avevano ottenuto questo vantaggio (aver trovato un ingresso facile e che portava ad una posizione di vantaggio).
Io: Nella piazza vedete un grande arco di pietra attorno al quale è avvolto un drago serpentiforme (7 sulla mappa). Sotto quest’arco vedete le tracce del carro degli automi, che proseguono lungo una strada a Sud est. Vedete poi altre strade […] . A nord, notate in lontanza un edificio blu acceso, che stona visibilmente rispetto ai colori degli altri edifici.
G: ah, io direi di andare verso l’edificio blu, perché noi cerchiamo dei tesori e l’arbitro ci ha fatto notare l’edificio, quindi c’è sicuramente qualcosa.
Insomma, apparentemente ragionava più come se avesse una grande plancia di gioco e potesse “vedere” delle cose che andavano oltre quello che gli era stato detto.
Parlandone dopo con calma, ho capito in realtà è semplicemente una persona che tende molto a rimuginare su quanto detto per trovarci dei possibili significati nascosti che le potrebbero sfuggire: una dinamica totalmente esterna al gioco e al giocare.


