FroggyCon IV, cosa avete giocato?

Per cortesia, rispondete condividendo cosa avete fatto, con le vostre impressioni.

Sessioni di gioco: ho partecipato a quattro turni di gioco.

Sabato mattina

Sabato mattina: “La squadra suicida”, D&D 5e 2024, masterizzato da me, con Luisa, Alberto, Carlo e Gabriele.

In breve: una versione fantasy della sporca dozzina.

La sessione è scorsa abbastanza bene; almeno io mi sono divertito.

Si tratta di un’avventura in cui sono noti lo stato iniziale (partite maledetti) e l’auspicabile stato finale (vi liberate dalla maledizione), ma il modo in cui questo viene raggiunto non è predeterminato (giocata tre volte, con tre esiti e strade intraprese completamente diversi).

Il problema principale è stato dato dal regolamento: credo che una scheda della quinta (nel mio caso: pg di livello 5 pregenerati) sia troppo pesante per essere digerita al volo. Cosa abbastanza ironica, visto che lo avevo scelto proprio perché mi sembrava la scelta più tranquilla e nota a tutti.

Sabato sera

Sabato sera: “Space mannari”, Yes the end, masterizzato da Lorenzo, con Bobo, Samuel e me.

In breve: eravamo in una base spaziale che la notte prima era stata attaccata da dei mostri; attendavamo tra due giorni l’arrivo della nave dei rifornimenti.

Uno di quei rari casi in cui tutto si incastra alla perfezione.

Bobo con il suo androide in bilico tra atarassia e sentimenti, Samuel con il minatore con l’assillo della famiglia laggiù sulla Terra, io con la mia giornalista impicciona e Lorenzo a dar vita alla base ci siamo rimpallati situazioni e scene, rilanciando senza mai scadere nell’eccesso o nella caciara fine a se stessa.

Il sistema di gioco è molto interessante e ha aiutato non poco, soprattutto grazie alle meccaniche che permettono di alzare la posta in gioco e che alternano tra master e giocatori chi debba narrare l’esito delle prove.

Alla fine siamo morti tutti ed è stato bellissimo!

Domenica mattina

Domenica mattina: “Il vascello caduto dal cielo”, Radiogenesi (un simil-D&D post apocalittico), masterizzato da Carlo, con Elena, Sara, Gabriele e me.

In breve: in un lontano futuro post apocalittico, una banda di ripulitori deve andare a ispezionare un vascello piovuto dal cielo al cento di un pianoro deserto.

Bella sessione, partita molto lenta (il gioco è un gioco di sopravvivenza, dove si conta ogni goccia d’acqua e quindi abbiamo investito molto tempo a selezionare l’equipaggiamento) e che poi ha ingranato mano a mano che andavamo avanti.

Elena, che conosceva già il sistema è l’ambientazione, è stata un’ottima compagna di gioco, scaricando dalle spalle di Carlo una parte della didattica.

L’ambientazione è molto interessante; i disegni dello zio di Carlo, che ci hanno accompagnato nella nostra esplorazione, sono bellissimi e aggiungono all’esperienza.

Una menzione speciale ai dadi di Sara: se li fa lei in casa e sono stupendi.

Domenica sera

Domenica sera: “La Villa”, Richiamo di Cthulhu 7° edizione, masterizzato da Luca, con Alex, Alessandro, Ivano e me.

In breve: il poliziotto, l’investigatore, il fotografo e l’anatomopatologo si trovano bloccati dentro una villa nella quale erano entrati per le indagini su un omicidio.

Peccato non avere avuto la mezz’ora in più per vedere come andasse a finire.

Anche qui siamo partiti un po’ lenti, giustamente, muovendoci guardinghi per la casa, con belli scambi tra tutti al tavolo; Luca, piano, piano ha montato la tensione, aggiungendo allucinazione a allucinazione, per poi esplodere improvvisamente in un tripudio di follia.

Laboratori

Laboratori: ho partecipato ai due laboratori di Claudio su preparazione e investigazione. Ben fatti e stimolanti, davvero complimenti.

Interessante il fatto che alla fine di preparazione e investigazione si è, in un certo senso, parlato poco, ma tutto si teneva ed era giusto così. Una cosa un po’ zen, se volete, tipo insegnare il karate passando la cera, ma funziona.

Ottima l’idea degli esercizi; la presentazione di Claudio, molto appassionata, ha decisamente una sua logica e sono contento di aver partecipato.

Logistica

Se posso (non voglio mancare di rispetto a nessuno né fare polemiche, è solo che credo che la chiarezza aiuti a migliorarsi), il punto dolente mi è sembrato l’organizzazione dell’orario.

Eravamo sempre un po’ in ritardo sui turni: domenica alle 9 e 50 c’era ancora il deserto; la pausa pranzo sabato ha sforato di almeno mezz’ora e domenica di quasi un’ora, malgrado l’ottima idea di razionalizzarla con i turni al ristorantino.

Consiglio, se posso, per il futuro: prenderne atto e riorganizzare i turni di conseguenza (anche a costo di giocare meno).

Comunque, complimenti a tutti quelli che si sono sbattuti per l’organizzazione, so che non è per niente facile (mentre criticare lo è). Complimenti davvero!

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Hai ragione. Ho lasciato delle pause larghe in maniera da poterci regolare in caso di ritardi, ma domenica è stato davvero troppo.
Riguardo agli orari, sto proprio pensando di estendere la pausa pranzo a 1:30h per la prossima edizione perché di fatto poi dura così.

Del fatto che la mattina le persone tendano ad arrivare in ritardo di 15 minuti, purtroppo si tratta di un fatto culturale italiano, e non posso regolare il comportamento delle persone oltre a invitarle a essere in orario.

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Evviva, è arrivato il momento del collage celebrativo della convention!

Riporterò semplicemente le impressioni che ho già espresso sul gruppo Telegram di Frogeplaying: sono molto felice di come siano andate le cose, e ho trovato di sapermi rilassare indipendentemente dagli esiti della sessione, senza stare a ripensare a cosa avrei o non avrei potuto fare di meglio. Per me questo è il più bello dei successi. Ma passiamo al dettaglio!

Sabato Mattina - Un Gioco Serio

La mattina di sabato ho giocato a Un Gioco serio. Mi è piaciuto molto, soprattutto per il ruolo proattivo che gli Astanti - tradizionalmente i “ruoli laterali” nei GM-less - possiedono nel richiedere le reazioni del protagonista; è qualcosa di molto diverso rispetto ad altri giochi che conosco dove questo ruolo rimane un po’ confinato al dare qualche pennellata in più alla scena. Un po’ di confusione all’inizio, perchè i passaggi delle schede dei vari ruoli erano davvero macchinosi, ma poi è ingranato bene; mi sono affezionato al piccolo Alfio, e scoperto con gli altri la rete di relazioni che lo hanno introdotto alla lotta partigiana. E che cose inaspettate certe volte! Abbiamo creato un personaggio Maria, la figlia di un panettiere locale che nel corso della sessione ha sfruttato l’innamoramento di Alfio per chiedergli le chiavi del deposito di munizioni in cui lavorava il padre. E così questo personaggio è diventato un po’ inaspettatamente antipatico e manipolatorio per me; poi ha conosciuto tutta una serie di sbalzi intensi mentre si ritagliava il suo spazio nella storia. Ho trovato costruire su queste relazioni molto piacevole.

Sabato pomeriggio

Workshop di calligrafia

Ho scoperto il piacere delizioso di prendere un pennino in mano e darmi ai gesti meccanici di base della calligrafia Copperplate: è stato divertente, anche perchè non ero il solo in difficoltà! Staccare con la testa e “pensare con la mano” è stato non solo un modo per recuperare le energie, ma anche per riscoprire il piacere di fare cose meccaniche, senza stare troppo a pensare ai risultati creativi del gesto. Sono rimasto con del materiale didattico da approfondire - io avrei in particolare piacere di migliorare il mio corsivo di tutti i giorni apprendendo la Business Handwriting - e una finestra su un hobby che non avrei mai pensato di provare.

Licantropi: L’apocalisse (Quinta Edizione)

Pomeriggio sono riuscito a far partire un tavolo di Licantropi - L’apocalisse con altri due giocatori. E’ stato strano perchè, anche per una mia confusione riguardo a come possono interagire i Garou con il mondo spirituale, è stata una sessione molto urbana, con pochi elementi sovrannaturali, in mezzo a una crisi idrica come quella siciliana che per me è proprio una cosa familiare; mi sembrava di facilitare una sessione da ambientalisti di The Pool! Mi è piaciuto poter dare la mappa relazionale ai giocatori e lasciarli liberi di vedere (quasi tutti i) buoni e cattivi coinvolti nella vicenda. E mi è rimasta davvero voglia di continuare ad esplorarlo, e imparare meglio, appropriandomi di un gioco che non sarà certamente il top delle meccaniche, ma che mi ispira in maniera appassionata per quello di cui parla, forse perchè ci rivedo una parte di quello che vorrei essere.

Domenica Mattina - Il Silenzio dei Minotauri

Sabato ho finalmente messo da parte le ansie nei riguardi dei “colossi” e mi sono goduto una bella partita come GM al Silenzio dei Minotauri. E’ un peccato che non si possa continuare la campagna con le stesse persone, perchè l’intesa c’era e mi sono sentito davvero bene. Sono felice di essere uscito dal mio guscio, e grato di questa occasione. Non solo si tratta di un gioco dalle meccaniche e dal tema particolarmente ispiranti, ma mi sono trovato ad affrontare situazioni totalmente nuove per me nel mondo del gdr. Mi è rimasto in particolare impressa l’idea di dover riferirsi all’Urna, il meccanismo di risoluzione delle incertezze, anche in assenza di un conflitto evidente per determinati incontri, come le creature sovrannaturali. Sono ormai così abituato all’associazione dadi = conflitto, che l’idea di usare queste meccaniche in situazione potenzialmente pacifiche mi ha tolto proprio il terreno sotto i piedi. Sicuramente è una cosa che voglio approfondire.

Domenica Pomeriggio - Di Furti Rocamboleschi e Ratti di Cantina

Ho rimesso i piedi nell’OSR/dungeoncrawler giocando nel pomeriggio a Terror Target Gemini Lite e Bad Star Prodigium. Per entrambi, è stata fonte di riflessione il fatto che si parlasse di regolamenti che, alla fin fine, mi sono apparsi senza infamia e senza lode, ma che le situazioni presentate fossero un caos giocoso, e che soprattutto la complicità con i compagni della gang abbia creato situazioni interessantissime. Bad Star, in particolare, mi ha lasciato tante riflessione sul come scardinare il “centipede dalle dieci teste” che spesso rappresenta gli esploratori di un dungeon, bloccati in una gestalt collettiva. Qui eravamo degli scappati di casa, pronti a minacciarci e derubarci vicendevolmente, e secondo me il fatto che il GM abbia abbracciato la cosa è stata la ricetta del successo che ne ho percepito.

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