Considerazioni su La piaga delle rane, avventura per Liminal Horror

Ieri sera con @LordPersi @Reshaim_78 @ranocchio e Giovanni presso la La Taverna di Noob abbiamo giocato a “La piaga delle rane” il modulo introduttivo di Liminal Horror.
Sono rimasto estremamente deluso sia dal modulo che dalla mia gestione.
L’avventura, che si avvale del framework pensato dall’autore per scrivere “misteri” per il gioco è veramente una traccia, poco più che appunti sparsi. È richiesto implicitamente al Facilitatore di lavorare attivamente per rimpolparlo e di fatto scriverci attorno un modulo vero e proprio. Me ne sono reso conto in fase di preparazione, ma non solo ho avuto serie difficoltà personali a riempire i buchi, ma ho capito di aver preso in mano la preparazione troppo tardi. Al livello di scrittura, il modulo non permette di essere “preso e giocato”.
Il regolamento in sé mi piace abbastanza sebbene ieri sera non se ne sia sfiorato che una minima parte: non è stata applicata la magia e non ci sono stati crolli da stress. Non è un manuale per arbitri neofiti, che non possiedono tutti gli strumenti di improvvisazione e le tecniche per supplire agli “spazi vuoti”, anche se le sezioni del sito che abbiamo integrato nella versione italiana sicuramente aiutano più del regolamento base.
Penso che sia un gioco solido per giochi di orrore cosmico moderno, ma manca totalmente del supporto di avventure pubblicate allo stato attuale e ne richiederebbe alcune solidamente scritte e non abbozzate come “La piaga delle rane”.
Allo stato attuale non consiglio Liminal Horror come regolamento pick & play, ma solo a chi voglia investirci del tempo per costruire le proprie avventure.

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Grazie @zeruhur per la testimonianza! Hai creato qualche tabella randomica (incontri, visioni ecc…) per la sessione oppure no? Volevo anche chiederti se, tenendo in considerazione i principi del Custode, hai trovato difficile applicarne qualcuno (già hai detto che la parte riguardante la preparazione non è andata a buon fine, ma le altre?).
Sarei anche curioso di conoscere l’opinione di @LordPersi , @ranocchio e @Reshaim_78, non tanto su come è stata gestita la sessione quanto piuttosto su come vi siete trovati a giocare con quelle meccaniche. Sto facendo molta fatica a trovare giocatori (per Cairn ma anche per Liminal Horror) e sarebbe interessante capire cosa potrebbe attirarli e cosa potrebbero invece trovare ostico (al di là dell’effetto del bacino di ricerca, che nel mio caso è abbastanza dnd5centrico :laughing:).
Aggiungo che forse potrebbero risultare utili i moduli per The Cthulhu Hack (Three Faces of Wendigo forse?). In ogni caso qualche settimana fa avevo iniziato ad espandere il modulo introduttivo di LH (con gli uomini talpa al posto degli uomini rana), ma mi ero fermato…a quanto pare sarà necessario finire il lavoro prima di organizzare qualche sessione :grin:.

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ho usato più che altro generatori random di nomi, ma non ho creato tabelle dedicate
comunque puoi usare le Spark Table per quello

non sono molto diversi dai Principia Apocrypha a parte la gestione della parte weird con cui sono abbastanza avvezzo grazie a Stealing Cthulhu e Cthulhu Dark di Wamsley

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Effettivamente, ne abbiamo parlato a caldo ieri sera dopo la sessione. Riporterò quindi le impressioni che avevo già espresso a Roberto.

  • Sono d’accordo con lui che l’OSR con le avventure investigative non funziona. Per il semplice fatto che c’è una minima componente di partecipazionismo; i.e. si chiarisce che il GM ha una storia da presentarvi e si segue. Liminal Horror invece funzionerebbe benissimo – secondo me – come survival horror. Cioe, si rimuove completamente la parte investigativa – o perlomeno la si ridimensiona – e si trasforma in un Silent Hill o un Resident Evil: si deve sopravvivere all’incubo, risolvendo molti puzzle e fuggendo dai nemici. In tal modo, i tratti dello stile di gioco OSR verrebbero fuori meglio in tale tipo di ambientazione. Esempio: i personaggi si ritrovano in un Luna Park nebbioso senza qualcuno; i personaggi accettano un invito e si ritrovano catapultati in un bunker sotterraneo con strane creature; i personaggi si ritrovano per vari motivi in un centro commerciale abbandonato con dei cultisti.

  • Entro ora nello specifico del modulo e della giocata. Sono andato a leggermi lo scenario nel manualetto. Qui la critica non va a @zeruhur, dato che nella stessa posizione non avrei fatto di meglio (separo modulo da arbitro). Hai semplicemente una serie di PNG, un clock e la cartina di un sotterraneo. Non hai alcun supporto: non hai agganci, né una guida su come proporre l’investigazione o altro. Quindi ci devi mettere parecchio del tuo. Non stiamo parlando di dettagli lasciati al Facilitatore (aka il GM/Arbitro), bensì di parti essenziali dell’avventura che si presuppone siano invece incluse. Presuppone anche una certa dose di railroad per spingere i giocatori verso la location. L’idea di fondo è carina: ricorda molto Alan Moore’s Providence e Shadow over Innsmouth di H.P. Lovecraft. Ma sento che mi sono divertito non perché il modulo fosse ben fatto, bensì perché Roberto come Facilitatore ha sopperito alle mancanze. Quando è l’arbitro che sopperisce ai problemi dell’avventura, per quanto il gioco si stato gradevole, è un bel problema.

  • Altra critica al modulo e non a Rob. L’avventura – che dovrebbe essere introduttiva in teoria – non ti porta a testare tutte le meccaniche (es. la magia) disponibili nel regolamento. Non ti permette di farti un’idea del gioco nella sua interezza. È come se avessimo giocato solo una parte ed ignorato il resto. Chiaramente, anche qui non è colpa di Rob: per sopperire a questa mancanza, avrebbe dovuto fare ulteriore lavoro per includere tutte le meccaniche. È fattuale che il facilitatore debba aggiungere l’80% della roba allo scheletro e poi modificare il restante 20%. Non va bene.

Potrei riassumere dicendo semplicemente che Liminal Horror ha bisogno di un’avventura introduttiva vera e propria. Magari con dei box che esplicitino alcune scelte di design e consiglino il Facilitatore.

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