Chiarimento regola base: unicità delle classi nell’ambientazione

“Ci sono altri maghi? Non proprio. Ci sono altri praticanti di arti magiche e le persone comuni forse li chiamano maghi, ma non sono come te. Non hanno le stesse abilità, anche se potrebbero essere simili. Più avanti un giocatore potrebbe fare un personaggio con la stessa classe, ma nessun personaggio del GM sarà mai davvero un mago (o una qualsiasi altra classe.)”

Non riesco a comprendere del tutto questa indicazione. Ho visto che nel resto del manuale negli esempi e nelle espansioni con ambientazione sono presenti antagonisti maghi o guerrieri molto potenti e lo stesso in alcuni casi i PG hanno mentori che sono maestri della loro classe. Come devo comportarmi se voglio introdurre PNG antagonisti che siano maghi/guerrieri etc. ? Senza violare la regola.

Grazie, un abbraccio a tutti :pray:

Magari il testo può trarre in inganno, ma io l’ho sempre interpretato come: nessun altro userà le regole (e le mosse) presenti nei libretti.

Quindi tu puoi tranquillamente inserire altri maghi, stregoni, chierici ecc. Ma ognuno di loro funzionerà secondo le tue regole asimmetriche da GM. Se ti serviranno le loro caratteristiche, li genererai come Mostri.

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Oltre a quello che ha detto @AndreaParducci, che per me è vero, io gli ho sempre dato un secondo significato: il nome del libretto non costituisce (per forza) una categoria riconosciuta dai personaggi dell’ambientazione (pg o png).

Non è che non puoi usare il termine “mago”, è che non devi dare per scontato che solo perché quel termine esiste, sia una categoria, e quindi sia scontato aspettarsi di incontrare altri maghi. Magari il PG che sceglie il libretto del (altro esempio) chierico delinea un personaggio unico nel mondo (l’unico mortale mai entrato in sintonia con una divinità). Nel mondo potrebbe perfino non esistere il nome “Chierico”; il nome del libretto è solo al servizio dei giocatori per comprendere al volo che genere di personaggio stanno scegliendo di creare.

Se conosci Blades in the Dark, il suo manuale da un’indicazione diametralmente opposta: i nomi dei libretti (ragno, guanto, nebbia…) sono nomi del gergo criminale con cui gli abitanti di Doskvol si riferiscono ai ruoli di un membro di una banda. Quindi tutti possono aspettarsi di trovare png classificati con i nomi dei libretti (anche se le regole per gestire una nebbia pg ed una png sono comunque diverse, asimmetriche come ha detto Andrea).

ByBobo

Edit: quindi non vuol neanche dire che non puoi creare maghi che abbiano qualcosa della loro magia in comune con il PG mago; vuol dire solo non sei tenuto a farlo, che due personaggi che sembrano maghi possono coesistere senza attribuirgli una categoria a cappello, e che, probabilmente, il modo corretto per far spuntare maghi png che hanno qualcosa in comune col pg mago, sia porre a lui la domanda “ci sono altri come te?”.

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Le sole meccaniche delle mosse del libretto non ti dicono come è il mago del vostro setting: ti mostrano i comandi che il giocatore usa per essere mago. Gli altri non sono meno maghi di te ma usano una configurazione diversa a livello di meccaniche: da un punto di vista estetico e narrativo hanno le carte in tavola per essere maghi quanto il PG in questione.

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