E’ corretto quello che dici - il senso del topic è: “quando il GM crea quell’orologio?”
Nel tuo esempio, secondo me:
I personaggi entrano nella stanza dove c’è il maggiordomo cazzuto - il GM descrive la scena e poi:
GM: "Il maggiordomo sembra essere particolarmente silenzioso e non pare intimorito dal vostro arrivo. Non è un maggiordomo come gli altri - creo un orologio chiamato “Maggiordomo Cazzuto” - aggirarlo o affrontarlo non sarà così semplice. Cosa fate?
Ed è molto diverso dal:
I personaggi entrano nella stanza dove c’è il maggiordomo cazzuto - il GM descrive la scena e poi:
GM: "C’è un maggiordomo nella stanza. Quando vi vede arrivare sembra particolarmente silenzioso. Cosa fate?
Giocatore1: "Provo ad avvicinarmi e gli do un colpo improvviso con il manganello, per stordirlo. Uso “schermire”.
GM: "Ok. Posizione rischiosa, efficacia superiore.
Giocatore1: “ah, 2! Che sfiga. Cosa succede?”
GM: “Quando lo colpisci con il manganello, schiva il colpo. Non è un maggiordomo come tutti gli altri! Salta indietro e sembra prepararsi a colpirvi. Creo due orologi “Maggiordomo Cazzuto” e “Tecnica Mortale” - questo rappresenta il suo attacco che sta per arrivare, e lo marco di 3 segmenti su 4!”
Nel primo caso, l’orologio fa parte dell’inquadramento della scena - i personaggi (che non devono sembrare incompetenti come da principi del GM) osservano la stanza, vedono il maggiordomo e capiscono che rappresenta un ostacolo (c’è un orologio che lo indica). E hanno tutta la libertà di scelta nel decidere come e se affrontare quell’ostacolo.
Nel secondo caso l’ostacolo è figlio del tiro di dado - prima non c’era; anche se facesse parte della preparazione del GM (e non fosse una cosa improvvisata dal GM così, su due piedi), i giocatori non ne erano consapevoli e non potevano agire con cognizione di causa.