Articolo: "Le regole sono magia: cosa il LARP può imparare dai GDR narrativi"

Condivido qui un articolo che ho letto oggi su NordicLarp.org e che penso possa essere interessante anche per altri:

L’articolo parte con un veloce riassuntone di quella che l’autore chiama la “narrative revolution”, citando come alcuni giochi hanno iniziato a cambiare l’idea della storia “prescritta da un master” per lasciare ai giocatori strumenti per influenzarla in modo emergente. Cita Apocalypse World, My Life With Master, Ten Candles, e altro.

Poi passa a parlare di cosa è una “regola” e della differenza tra regole extradiegetiche e diegetiche, menzionando le meta-tecniche e come il termine si è diffuso nella scena nordica.

C’è una parte sulle regole che dirigono la fiction, un’altra sulla co-creazione facilitata da regole, e di come le regole possano essere usate per far emergere “un genere”, facendo vari esempi.

Non manca l’ovvia parte sul come diverse regole spingono a diverse esperienze emotive, e aggiungono qualche suggerimento sul come progettare regole che spingano in quella direzione.

Il tutto è contestuale alla scena del larp nordico, ma l’ho trovato comunque molto interessante, da amante delle influenze crossmediali tra le diverse aree del gioco di ruolo.

Paragrafo più poetico, imho:

The role of the designer is more akin to that of a gardener than that of a playwright. A key part of growing the garden of larp is putting its rules into place. Can you walk on the lawns of this garden? Are you allowed to eat the fruit? Is it mandatory to take your shoes off and walk in the stream?

5 apprezzamenti

Sto aspettando che esca anche l’articolo che ha scritto Oscar per lo Knutepunkt 2020 per spammarlo ovunque, perché verte su temi simili e (per quanto di tono più scherzoso) secondo me spiega bene un argomento correlato, ossia come far passare un LARP da “evento con organizzatori” a “regolamento che puoi dare in mano a uno sconosciuto” e trovo abbia delle buone considerazioni sul ruolo del designer.

Ciò detto, anche questo articolo è interessante. Si tratta un po’ della nostra esperienza con il chamber LARP, nel bene e nel male. In certe lande ho letto dichiarazioni demenziali come “i chamber LARP sono praticamente giochi da tavolo in piedi e non dovrebbero definirsi LARP”, perché usano delle regole invece di fondarsi sulla libera interazione tra personaggi.
Non è vero, le regole sono la scintilla che può prendere un tema e veicolarlo in un’esperienza interessante. Trovare meccaniche calzanti per un gioco significa lavorare proprio su questo.

1 apprezzamento

Agree 100%. L’articolo chiaramente è parziale in alcune cose eh, non cita il Golden Cobra o l’American Freeform, però imho è un buono spunto.

Chiunque faccia un’affermazione simile, però, a priori non ha capito né cos’è un LARP (qualunque sia la definizione di “TRUE_LARP™” che può avere in testa), né di gioco.
Perché qualunque gioco, per essere tale, ha bisogno di regole. E se è un gioco che prevede l’interpretazione o l’interazione tra giocatori, anche queste dovrebbero essere regolamentate.
Sennò ce la stiamo raccontando attorno al fuoco (che è un’attivi molto divertente, ma non ha nulla a che fare con il gioco).

Questo per dire che (temo) chiunque porti avanti un’obiezione simile non credo possieda gli strumenti per capire l’articolo postato (o qualunque altro articolo sul tema) e che per discutere con qualcuno che sostiene una cosa simile si deve partire da più in dietro nel ragionamento.

@Matteo_Sciutteri, scusa, in primis vorrei suggerire di non stare a insistere su questioni semantiche.

In secondo luogo non mi è chiaro se stai implicando qualcosa di negativo rispetto ai tuoi interlocutori. Puoi chiarire?

Non mi pare di aver parlato di questioni semantiche.
Stavo suggerendo che - articoli come questi - sono utilissimi per chi sta cercando informazioni o per chi è interessato a scoprire le cose.
Per esperienza, quando una persona mi risponde “eh ma guarda che i chamber LARP non sono veri LARP”, sta insinuando che esistano larp di serie a e di serie b, e quindi ho sempre trovato molto poco fruttuoso provare ad argomentare (con articoli come quello linkato, che sono ottimi), perché tanto chi ti risponde così non ti vuole ascoltare.

2 apprezzamenti

Ah, mea culpa. Ho riletto il thread e il post di @Chiaki e ho capito.

1 apprezzamento

Nessun problema :smiley: ero solo stupito perché per una volta che entro in un thread, dico solo una cosa costruttiva sul tema del thread e faccio i complimenti a un link… mi stavi cazziando :stuck_out_tongue:

1 apprezzamento

Povero @Matteo_Sciutteri :stuck_out_tongue_closed_eyes:

Pensa che questa persona si vende come professionista di queste forme di larp, citando in continuazione articoli e movimenti di 20 anni fa. Sono giusto un filo frustrata :sweat_smile:

Lamentele personali a parte, forse è un po’ OT ma visto che si parla di larp e regole volevo far notare una potenzialità che secondo me merita esplorazione perché è unica di queste forme: le regole possono agire sugli spazi e sulla corporeità dei giocatori, con effetti molto più diretti rispetto a quello che può ottenere un gdr al tavolo che modera soprattutto la conversazione. C’è qualcosa di viscerale nel non poter andare in un certo posto, nel doversi muovere in un certo modo o nel non poter toccare qualcuno. Secondo me le esplorazioni più interessanti vanno in quella direzione.

2 apprezzamenti

4 messaggi sono stati spostati in un nuovo Argomento: Rivalutare il ‘boffer larp’