Armakitten, senza troppe pretese

Buongiorno, in questo thread vi racconto di una one-shot ad Armakitten giocata recentemente, e lo faccio per due motivi: il primo è che sono stupito di quanto mi abbia divertito a discapito delle aspettative; il secondo riguarda qualcosa che ho notato nel mio modo di masterare.

La partita è stata proposta alle 18 e giocata alle 21 dello stesso giorno: c’era un po’ di gente libera, ed abbiamo sfogliato la libreria in cerca di un giochino rapido e caciarone, per una serata poco impegnativa. Aspettative: meno di zero. Mi sono proposto come master, ed ho tirato giù due appunti per uno scenario iniziale. Da notare la scarsa accuratezza, perfino adesso mentre riassumo mi accorgo di dettagli che non quadrano molto; non che puntassi ad un lavoro di fino…

Lo scenario
I Miller sono una famiglia più che agiata, che vive in una villa a due piani con un grande giardino ed una piscina (ho trovato una piantina su pinterest). Il sig. Philip Miller lavora in una ditta che consegna latte, mentre la moglie si chiama Joy. Hanno tre figli: Jacob (17 anni, batterista, casinista, estremamente tamarro), Molly (9 anni, stanza piena di peluches, gioca coi pattini a rotelle), e Tim (2 anni, non parla, e somiglia quasi più ad un neonato).
La coppia vuole vendere la casa. Questo per i nostri protagonisti gatti (non ancora noti) è un problema: villa Miller è un nodo importante per il contrabbando di latte operato dalla F.U.S.A.
I compratori sarebbero una giovane coppia, Trevor e Susan McCallister (possiedono un cane, Muffin, un bulldog sbavoso). I Miller hanno organizzato una cena con loro fra tre giorni. I gatti protagonisti devono assolutamente fare in modo di mandare a monte l’affare. Per farlo ho poco velatamente suggerito che potrebbero cercare di far fare una pessima figura alla famiglia ed alla casa, e l’idea di arrivarci preparando svariati incidenti e venuta abbastanza spontaneamente.

I giogattori

  • Mario II: gatto influente nella FUSA, sfrutta i suoi topi informatori, usa il garage dei Miller come base, i Miller lo conoscono e lo accudiscono (inconsapevoli) anche se non è il loro gatto.
  • Palla di pelo: è il gatto dei Miller, ciccione ma ingegnoso.
  • Musetto: rapido e silenzioso, una specie di ninja, radagio che vive nei pressi della villa.

La partita
Come detto la proposta è stata quella di giocare una partita abbastanza di caciarona, una di quelle che danno spunti per tanti meme da farci un album di figurine. Ho inziato spiegando lo scenario e completando le schede dei giogattori. Dopodiché, facendo notare che i gatti avrebbero avuto tre giorni di tempo per prepararsi all’arrivo della coppia, ho dato modo ai gatti di predisporre incidenti di ogni sorta. Non voglio soffermarmi su ogni scena e su ogni “trappola”, ma per fare qualche esempio, la luce sarebbe dovuta saltare a comando, i topi agli ordini di Mario II avrebbero dovuto invadere la cucina, camminando sul tavolo e sulle pietanze, alcuni dei gatti si sono occupati di far innervosire a dovere Joy Miller in maniera da causarle una crisi di nervi che le avrebbe fatto fare qualche sbaglio, ecc. Tutto ciò ha preso quasi un’oretta di preparazione e pianificazione, raccontata tramite scene sconnesse tra loro e varie prove.

Dopo aver inquadrato la scena nel momento dell’arrivo dei McCallister (gli acquirenti) , una serie di “incidenti” ha investito la casa in maniera quasi inverosimile. O meglio, è inverosimile che nessuno abbia chiamato la polizia o un esorcista dopo 10 minuti, ma non importa in realtà: volevamo fare cagnara, e volevamo vittime che si prestassero al gioco. La partita si è chiusa quando tutti insieme abbiamo concordato che lo coppia non aveva più alcun motivo per far anche solo cortesemente finta di sopportare il disagio della situazione (anche perché si era fatto tardi).

Considerazioni

  • Wow che figo. Sia chiaro, non ho deciso di aprire questo thread per parlare della migliore partita dell’ultimo anno, ma manco dell’ultimo mese. L’ho fatto perché è stata una partita totalmente improvvisata, senza troppe pretese. Chiaramente sciallanza e “distacco” dei giocatori (me narratore compreso) nei confronti della partita sono stati tollerati ed apprezzati in questo caso; hanno permesso di interrompere la scena per fare due battute a caso molto più spesso di quanto per me risulterebbe fastidioso in altri giochi o in altre partite.
  • L’unica regola che entra in gioco in Armakitten è quella per la eseguire prove superando una difficoltà. Il trattamento di situazioni alternative, varie ed eventuali, l’inquadramento delle scene, l’inserimento di complicazioni, opportunità o eventi che accandono in sequenza o allo scattare di trigger, o che so… tutte queste cose non sono contemplate, e quindi non vengono demandate all’autorità di nessuno. Senza rendercene conto, abbiamo tacitamente delegato tutto al master (io). E’ una scelta obbligata per voi? Ovvero, salvo indicazioni specifiche, il “default” è che il master tappa i buchi ed amministra tutto? Non sto chiedendo se ci fossero alternative, ma se avreste dato per scontato la cosa come abbiamo fatto noi.
    Inoltre questa situazione ha fatto si che io parlassi un sacco. Praticamente raccontavo una storia in cui i personaggi si inserivano. Ma ero io a precisare gli esiti delle prove, ero io a definirne le premesse, a far avanzare il tempo, descrivere le reazioni dei PNG, a mantenere la scena in movimento. A prescindere dal fatto che in generale questa sia una cosa che mi piaccia o pure no (questa sessione è stata troppo atipica per essere esemplare), cosa ne pensate? Io mi sono risposto che è stata una naturale reazione ad un regolamento essenzale (2 pagine con le figure).

Il tenore di questa conversazione vuole essere alla stregua di una postata in sezione “chiacchiere a tema”; non ho definito un obiettivo preciso, e l’ho aperta principalmente per il piacere di condividere un’esperienza. Si trova in “le tue giocate” solo perché… è una mia giocata.:sweat_smile:

ByBobo

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