Io ho fatto due chiacchere con Emanuele Galletto, l’autore. Ho anche provato il gioco durante un playtest fatto da Need Games. A mio parere questo è un gioco che non va assolutamente sottovalutato.
In primis, Emanuele davvero ne capisce un sacco di giochi di ruolo. Ha un approccio freschissimo e ha giocato a molti giochi diversi, di varie famiglie, e ne comprende bene i punti di forza e di debolezza.
In secondo luogo, ha trovato questa nicchia dei giochi di ruolo ispirati dai videogiochi, che gli permette di inserire con senno meta-meccaniche extradiegetiche, e con la scusa dell’emulare i videogiochi farle digerire molto più facilmente al pubblico notoriamente conservatore dei giochi di ruolo. Completamente geniale.
Come terza cosa si vede chiaramente che questo gioco è ispirato da D&D 4E – uno dei miei giochi preferiti – nelle meccaniche di combattimento. Non state a vedere il superficiale tipo la griglia a quadretti, parlo proprio del concetto di combattimento tattico giocattoloso, cooperativo, birbante e rimbalzoso. A mio parere ha distillato da quello le cose più interessanti e intelligenti e le ha messe dentro a un sistema più semplice.
Il fatto che sia ispirato dai JRPG è solo una virgola rispetto a tutto questo, anche se è comunque importante, perché ti dà la voglia di provarlo e dà a Emanuele la voglia di scriverlo.
In più, l’ispirazione ai videogiochi è ottima per proporre questo gioco ai normie che non sanno un cacchio di GDR.
Acquisterò il manuale in lingua inglese di sicuro e sono sicuro che farò diverse campagne.