Sfidare il Pericolo con tutte le caratteristiche?

Nella mia (breve) carriera da giocatore di DW non ho avuto molto a che fare con la mossa Sfidare il Pericolo, e quand’anche l’ho usata o vista usare era sempre legata alla destrezza.
Su come si Sfida il Pericolo usando la destrezza ci possono essere un sacco di esempi, mi viene da pensare allo schivare qualcosa, al saltare verso un riparo prima che il pavimento venga giù e via dicendo. Per le altre caratteristiche, però, onestamente ho un po’ di difficoltà.
Mi dareste quindi qualche esempio o spunto di Sfidare il Pericolo con le varie caratteristiche, di come viene usato e descritto o delle esperienze che voi avete avuto?

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FORZA: tenere aperta una porta di pietra che si sta chiudendo a causa di un meccanismo, per fare passare gli altri compagni; braccio di ferro con un orco gigantesco.

COSTITUZIONE: avanzare tenendo lo scudo di fronte a sé, contrastando il soffio di un drago; resistere a un interrogatorio in cui vieni torturato; attraversare a nuovo un corso d’acqua con corrente molto forte (o un corso d’acqua ghiacciato).

INTELLIGENZA: sfidare il guardiano dell’abisso a scacchi; provare a disattivare un meccanismo senza fare scattare una trappola; attivare un artefatto magico sconosciuto.

SAGGEZZA: contrastare un attacco psichico (tipo Mind Flayer); resistere alla corruzione di un dio caduto; interrompere un rituale negromantico.

CARISMA: corrompere una guardia; sedurre la Morte; fare finta di essere il Barone della città a una cena nobiliare.

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L’unica cosa che aggiungerei a quanto detto da @Matteo_Sciutteri è:

Ricordati che non sei tu GM a determinare in anticipo come sfidare il pericolo e con che bonus. Tu presenti il pericolo in maniera neutra e il giocatore dice come lo sfida, in quel modo determinando il bonus.

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Costituzione: partecipare ad una gara di bevute senza ubriacarti

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Saggezza: partecipare a una gara di “non distogliere lo sguardo” :smiley:

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Costituzione: resistere al veleno già in circolo.
Saggezza: resistere allo charme magico di una fata.

Due classiconi, per chi arriva dal D&D.

In linea di massima puoi vederli come i Tiri Salvezza del d20. Qualcosa di negativo si abbatte sull’eroe, questi deve porvi rimedio.

@AndreaParducci , però tu li stai inquadrando troppo verso “qual è il pericolo” e non “che cosa l’eroe fa”. A mio parere è sbagliato: vedi il mio messaggio precedente.

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Purchè in fiction ci sia una minaccia incombente o un pericolo! :smiley:

Anche qui, dipende. Supponiamo che il veleno sia paralizzante, e che ci sia un pericolo immediato: l’avvelenatore si avvicina con un coltello per tagliare la gola alla sua vittima, per esempio. È legittimo pensare che un personaggio possa, con uno sforzo di volontà, costringere i muscoli ad obbedirgli e reagire? Questo dipende dal tavolo, secondo me. Per esempio per me no: se sei paralizzato dovrai inventarti qualcos’altro per sfuggire alla situazione. Ma capisco che per qualcun altro la cosa possa funzionare.

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In questi casi, @Alek, a mio parere è sempre bene dare il beneficio del dubbio al giocatore: lo scopo della mossa non è limitare quello che può fare, bensì permettergli di esprimere le qualità del PG.

P.S. che è poi quel che accade più formalmente in BitD, che è molto ispirato…

Certo che se tira fuori una cosa campata per aria, vale la buona vecchia regola del sopracciglio

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Sì, secondo la definizione del manuale di pericolo:

Il pericolo, in questo caso, è qualunque cosa che richieda resistenza, concentrazione o compostezza.

Il flow suggerito dal manuale per usare Sfidare il Pericolo è il seguente:

  • Il giocatore dichiara che vuole fare una cosa (che può innescare o meno una mossa)
  • Se c’è un pericolo, il GM lo fa notare dicendo “prima di fare quello, però, dovrai affrontare questo pericolo. Come lo fai?”
  • Il giocatore dichiara come fa lo fa → e si stabilisce l’attributo utilizzato

Quindi, nell’esempio della gara di “non distogliere lo sguardo”.

Giocatore: guardo negli occhi il duellante, per convincerlo che deve temere la mia potenza
GM: è un tipo tosto… prima dovrai sostenere il suo sguardo senza cedere, altrimenti capirà che non sei così forte come dici
Giocatore: allora lo sfido fissandolo senza mai distogliere lo sguardo. Faccio leva sulla mia volontà.
GM: sembra proprio uno sfidare il pericolo su SAG.

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Sì, penso che Alessandro facesse semplicemente notare che l’azione in sé non innesca la mossa, ma il fatto che sia pericolosa. Da come l’avevi detto la prima volta non era chiaro.

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Sì, immaginavo. Per quello ho esplicitato - anche per cercare di spiegare meglio il concetto che hai espresso tu nel tuo primo intervento (che il GM presenta il pericolo e sta al giocatore decidere come affrontarlo e quindi determinare la caratteristica).

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Certo, è verissimo. Ma va detto che talvolta la reazione è passiva, e praticamente automatica, un po’ alla D&D, per capirci.

Espandendo l’esempio, diciamo che il Guerriero è in Combattimento con una vipera gigante. Durante un Taglia e Spacca ottiene un 6-. Il GM (guardando le mosse della vipera gigante) narra come questa riesca a mordere in un lampo il Guerriero. Il veleno entra in circolo.

Un modo per metterla giù è aver creato in anticipo una Mossa Custom per la vipera "Quando morde un bersaglio e il veleno entra in circolo, questi tira+COS… " ma il 99% delle volte andrà benissimo la struttura dello Sfidare il Pericolo.

Capisco comunque che non vada mai data per scontata, la cosa. In effetti, se il GM avesse chiesto al Guerriero “Cosa fai?”, invece di pregare gli dei e resistere al veleno, questi avrebbe potuto dire “Mi taglio il braccio”, o un altro PG avrebbe potuto dire “Riesco ad arrivare in tempo dal Guerriero con l’antidoto?”, o altro.

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Avevo l’impressione che il resistere al veleno fosse fuori dall’attivazione della mossa, ma rileggendola mi sono accorto che in una situazione del genere è più che legittimo:

GM: la vipera ti morde e rilascia il suo veleno, cosa fai?
Giocatore: potrei tagliarmi il braccio per evitare che entri in circolo? Ma no, so che il mio corpo può resistere quanto basta per uccidere questa bestia.

Quando […] ti esponi al pericolo […] resistendo al pericolo, tira +COS

Sembra un tiro salvezza, ma in realtà è il frutto della scelta del giocatore.

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Esatto. È un po’ un tiro salvezza al contrario, se ci pensi.

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Eppure qualcosa non mi torna: la differenza tra resistere al pericolo e offrire un occasione d’oro al GM, che è invece l’occasione per fare una mossa lato GM dura. Cioè, mi sembra che il secondo caso non capiti mai.

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Secondo me dipenderebbe un po’ dal singolo personaggio. Banalmente, se il tuo pg è basato su COS e ha la reputazione di essere uno forte che resiste a tutto, secondo me ha senso che sia uno Sfidare il pericolo. Se la situazione non ha un precedente e il giocatore sta semplicemente prestando il fianco a una conseguenza negativa è diverso.

Un discorso che mi viene da collegare a questo è un’obiezione che ho sentito spesso fare a chi è abituato a D&D: “Se permetti ai giocatori di scegliere la caratteristica si inventeranno qualsiasi supercazzola pur di tirare con la loro stat preferita”.
So che nessuno l’ha posta in questo topic, ma ci tenevo a tirarla in ballo e far notare che… è giusto così. Quello è proprio lo scopo della mossa. Se stai facendo acrobazie mentali per far risolvere al tuo mago tutti i suoi problemi con l’intelligenza stai spingendo tantissimo su quella parte del personaggio, quindi stai giocando bene un eroe intelligente.

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Credo che la differenza sia cosa ha portato quel veleno a entrare in gioco.
Se come conseguenza di un 6-, quindi una mossa dura del GM, allora come minimo prima dovrebbero vedersi gli effetti del veleno.

Faccio due esempi, giusto per essere sicuro di spiegarmi bene.

ESEMPIO 1:

  • Giocatore: prendo la mia ascia e taglio di netto la testa del basilisco! [Tira * Gettarsi nella mischia* e ottiene 8]
  • GM: infliggi i tuoi danni, ma il basilisco è ancora vivo e ti morde il braccio che inizia a gonfiarsi a dismisura - la tua pelle diventa verde! Deve essere un veleno. Cosa fai?
  • Giocatore: potrei tagliarmi il braccio per evitare che entri in circolo? Ma no, so che il mio corpo può resistere quanto basta per uccidere questa bestia.
  • GM: stai sicuramente Sfidando il pericolo su COS, in questo modo. Tira e vediamo cosa succede!

ESEMPIO 2:

  • Giocatore: prendo la mia ascia e taglio di netto la testa del basilisco! [Tira Gettarsi nella mischia e ottiene 6-]
  • GM: ti avvicini al bersaglio ma lui scatta come un rettile affamato ancora prima che tu possa alzare la tua arma. Il basilisco ti morde il braccio. Senti il veleno entrare in circolo velocemente: la pelle diventa verdastra e ti gira la testa [Tira per i danni]. Subisci 7 danni (ignora armatura) e marca Stordito. Sei così confuso che ti cade anche l’arma dalle mani. Cosa fai?

La differenza tra i due esempi è che nel primo caso essendo una mossa morbida viene usata per annunciare un pericolo (al quale, se vuole, il giocatore può opporsi sfidandolo). Nel secondo caso, invece, essendo una mossa dura il veleno entra in circolo senza che il giocatore abbia la possibilità di controbattere.

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Questo non so se è davvero così - voglio dire, un giocatore potrebbe giustificare in altro modo uno sfidare il pericolo su COS a causa di un veleno (un Druido potrebbe dirti che il suo corpo è naturalmente più resistente, un Ladro che si è allenato per anni a resistere ai veleni, ecc ecc) - anche se non è ancora famoso per questa caratteristica.

Alla fine, Sfida il pericolo è come tutte le altre mosse: se il personaggio Sfida il pericolo, allora la mossa si innesca - ovviamente, come per tutte le mosse, quello che fa il personaggio deve avere senso nella fiction.

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Voglio solo sottolineare quanto sia importante questo punto di vista. Chiara, l’hai espresso molto bene.

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