Cos'è il punk?

Steampunk, cyberpunk, fuelpunk tutti generi che rientrano nell’immaginario collettivo.
So che il -punk è nato come critica sociale e oserei dire che i tratti più evidenti, come la la svalutazione umana, ancora li distinguono da opere scifi o moderne.
Dunque, cosa identifica ora un genere punk?
Infine, domanda per cui ho scritto ciò: esiste il genere “magic punk” o “weird punk”?
Ho già avuto, tra le risposte ottenute altrove, Eberron come esempio. Sbaglio a ritenerlo uno steampunk magico e non un proprio magic punk?

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Anche se è una discussione molto interessante (ne parlavamo qualche mese fa con @thekernelinyellow e @Matteo_Sciutteri), se non la colleghi in modo più diretto ai giochi di ruolo dovrò spostarla in #fuori-tema.

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Ho fatto un volo mentale non indifferente, chiedendomi oggi cosa potrebbe essere equivalente ad un punk degli anni 70-80. Mi sono venuti in mente solo gli hikikomori.

Su Wikipedia, cercando cyberpunk, si trova tutta una buona trattativa su ciò che è da esso derivato. Praticamente un *-punk è un qualcosa che è ispirato al cyberpunk andando a cambiere la parte “cyber”. Quindi un diselpunk è un cyberpunk dove al posto del cyber vi è il disel: abbiamo un retro-futuro dove la tecnologia è data dal disel. Eberron è uno steampunk magico (per quello che conosco io) perché è il vapore ha creare il retrofuturo; il fatto che il vapore venga generato attraverso la magia, lo rende uno steampunk magico. Per essere un magicpunk, dovrebbe essere la magia a creare il retrofuturo (ad esempio i treni si muovo per magia, non perché c’è un elementale che alimenta il motore ma perché è l’elementale il motore). Naturalmente è difficile parlare di magicpunk perché, nel nostro immaginario, magia e tecnologia non sono la stessa cosa: possiamo usare la magia per far muovere la tecnologia (od altro) ma non è essa stessa la tecnologia!

Idem il weirdpunk: potresti usare il weird come tecnologia per creare un retrofuturo simile al cyberpunk?

Ciao :slight_smile:

Se il weird punk è un punk mosso dall’irrazionalità, il magic punk lo è dalla magia. Come distinguere la magia dall’irrazionale? Senza scendere ad una risposta accartocciata, a naso direi si possa creare una linea di demarcazione. La domanda che sovviene rimane: come rendere l’irrazionale edible per il palato dei giocatori? Spostando il terreno dell’immaginario collettivo non si rischia di perdere in qualcosa?

Userò delle immagini più che parole per questa sezione di risposta, scriverò se mi sembra weird punk o magic punk, con un piccolo commento sulle motivazioni. Siete liberi, ed io ne sarei interessato, di dimostrare che lo sono o meno.

Weird punk, dove le proporzioni sono tutte sfasate, gli animali possono essere intelligenti e capaci di parlare, le società umane piccoli villaggi (o grandi metropoli).

Magic punk, in un sistema che promuove l’utilizzo di oggetti ad usi limitati. Mi ispira numenera (è forse magic punk o weird punk o nessuno dei due?). L’immagine richiama un setting ben preciso: il suburbano è le guerre tra bande.

Forse dipende da come viene definito questo

Perché parlare con leggerezza su alcune immagini senza avvinghiarsi disperatamente a termini teorici? Le immagini aiutano quando non si sa ancora come esprimersi, sento di non aver ancora afferrato se esistano o meno, dunque aspetto in cerca di idee, o forse affermazioni illuminanti.

Bonus:
Molti hanno parlato di fantasy punk o dungeon punk. Non comprendo l’ultimo genere, il primo potrebbe racchiudere ambo i termini di cui sto discutendo, essendo il termine fantasy generico esso stesso. Troppo poco specifico o è bene perdere queste distinzioni?

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Ma soprattutto, aggiungo come ulteriore risposta, non come modifica: cosa distingue il weird fantasy dal weird punk?
Similmente, la svalutazione dell’uomo e la critica sociale distinguono il cyberpunk dallo scifi?

Di sicuro.

L’ambientazione può essere esattamente la stessa, ma sono i temi trattati in gioco, e i protagonisti delle vicende, a cambiare tantissimo.

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Aggiungo i miei 2 centesimi.

In generale i generi *-punk hanno come tema preponderante la critica sociale al presente (immaginando un futuro, come nel caso del cyberpunk, o descrivendo un mondo alternativo), fatta passare tramite il protagonismo degli emarginati. I protagonisti del cyberpunk non sono né cittadini normali né tantomeno cittadini di successo. Nel nostro mondo sarebbero clochard, punkabbestia, hikikomori e via dicendo.

Per me il Dungeon punk è un sottogenere del fantasy punk. Hanno molti elementi in comune, ma il punto fondamentale attorno a cui gira il mondo Dungeon punk è l’esplorazione di antiche rovine per saccheggiarle. Un buon esempio, per me, è il romanzo The Aching God di Mike Shel, in cui la società ruota interamente attorno al saccheggio di rovine maledette.

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